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Collocamento paritario dei figli: cosa stabilisce la Cassazione 6078/2026

  • Immagine del redattore: Guendalina Pascali
    Guendalina Pascali
  • 29 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 6078 del 17 marzo 2026, è tornata a chiarire un tema centrale nel diritto di famiglia: il collocamento dei figli nei casi di separazione o divorzio, con particolare riferimento al cosiddetto collocamento paritario.

Il principio ribadito è molto chiaro: non esistono soluzioni automatiche. Il giudice deve sempre decidere sulla base di una valutazione concreta, orientata esclusivamente all’interesse del minore.

Cos’è il collocamento paritario

Il collocamento paritario consiste nella permanenza dei figli in modo alternato e sostanzialmente equilibrato presso entrambi i genitori. Si tratta di una modalità organizzativa che mira a garantire la presenza di entrambi nella vita quotidiana del minore.

Tuttavia, la Cassazione precisa che il collocamento paritario non è una regola automatica, ma una possibilità che deve essere valutata caso per caso.

Il principio guida: l’interesse del minore

Secondo la Corte, il criterio fondamentale resta quello previsto dall’art. 337-ter c.c.: l’interesse morale e materiale del minore.

Questo interesse si traduce nella necessità di garantire al figlio un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, riducendo al minimo gli effetti negativi della separazione.

Valutazione concreta, non astratta

Uno dei passaggi più rilevanti della sentenza riguarda il divieto di decisioni basate su criteri astratti.

La Cassazione ha censurato il comportamento del giudice che aveva disposto il collocamento prevalente presso la madre basandosi esclusivamente sull’età dei minori.

Secondo la Corte, questo tipo di valutazione è inadeguato: le decisioni devono essere fondate su elementi concreti, come:

• la qualità della relazione con ciascun genitore

• il ruolo effettivamente svolto nella crescita del figlio

• le capacità educative e genitoriali

• l’organizzazione della vita familiare

Bigenitorialità: principio, non automatismo

Il collocamento paritario è uno degli strumenti attraverso cui può essere realizzato il principio della bigenitorialità.

Tuttavia, la Cassazione chiarisce che non può essere imposto come soluzione standard: deve essere il risultato di una valutazione individualizzata.

Allo stesso modo, anche il collocamento prevalente presso uno dei genitori non può essere deciso in modo automatico.

Il ruolo della casa familiare

La sentenza richiama anche la funzione dell’assegnazione della casa familiare, che ha come obiettivo principale quello di garantire continuità e stabilità ai figli.

Non si tratta quindi di un vantaggio per il genitore, ma di uno strumento di tutela dell’interesse del minore.

Conclusioni

La sentenza n. 6078/2026 ribadisce un principio fondamentale: non esistono soluzioni valide per tutti.

Ogni decisione in materia di affidamento e collocamento deve essere costruita su misura, sulla base della reale situazione familiare e delle esigenze specifiche del minore.

Il giudice non può affidarsi a schemi predefiniti, ma deve svolgere una valutazione concreta e approfondita.

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Le questioni relative all’affidamento e al collocamento dei figli sono complesse e delicate. È fondamentale affrontarle con una strategia giuridica adeguata e personalizzata.

 
 
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